Privacy dei minori sui social

Privacy dei minori sui social

Privacy dei minori sui social: gli adolescenti e Facebook

Senza dubbio l’avvento di Internet e l’affermarsi dei Social Network hanno cambiato radicalmente il nostro agire quotidiano in tema di privacy dei minori sui social.

Soprattutto gli adolescenti, attratti dalla facile condivisione di immagini e video su Facebook e su altre piattaforme online, ignorano quasi del tutto le regole da osservare per essere rispettosi delle norme.

Per impedire una diffusione incontrollata dei dati personali, dal 2018 è attiva la normativa GDPR, (General Data  Protection Regulation) che va incontro alle esigenze di tutelare la privacy dei minori, ma più in generale di tutte le persone.

Il nuovo Regolamento, entrato in vigore il 25 Maggio scorso, infatti tutela la protezione e il trattamento dei dati personali.

Quando si parla di privacy dei minori sui social la questione è ancora più delicata e di complessa interpretazione. Il Notaio può aiutarti a comprendere:

  • il significato “della protezione e del trattamento dei dati personali” dei minori;
  • la loro limitata capacità giuridica sui social;
  • le reali conseguenze per i minori, e per i loro genitori o tutori, di un uso improprio dei social.

Privacy dei minori sui social: la normativa statunitense e la normative europea dopo il GDPR

In USA, da cui provengono la maggior parte delle piattaforme online, il limite di età è di 13 anni.

Il Regolamento per la protezione dei dati è disciplinato dal COPPA (Children’s Online Privacy Protection Act) che fa riferimento alla legge federale.

La normativa europea non prevede un vero e proprio limite di età anche se si può ricavare dal quadro normativo generale di ogni stato membro.

In Italia, la capacità giuridica si acquista alla nascita, mentre la capacità di disporre di diritti ed obblighi, si acquisisce con la maggiore età, a 18 anni.

Il nuovo Regolamento Europeo (GDPR) ha fissato, con l’art.8, una regolamentazione specifica che prevede il divieto di offerta diretta di servizi digitali ai minori di 16 anni, a meno che non ci sia il consenso dei genitori.

Inoltre, tale limite, col decreto di adeguamento del Codice Privacy, è stato ulteriormente abbassato a 14 anni.

L’adolescente (14-18 anni), ha una capacità giuridica attenuata e per potersi iscrivere ad esempio su Facebook, o “chattare” su WhatsApp, ha bisogno del consenso dei genitori.

Quindi il ruolo del genitore rimane fondamentale per far comprendere agli adolescenti le potenzialità  e i pericoli di questi strumenti comunicativi.

Lo Studio aiuta a valutare le assunzioni di responsabilità che i minori, o i loro tutori, implicitamente si assumono per comportamenti social lesivi (cyber-bulllismo) o distratti (non rispetto privacy).

Per questo lo studio sta facendo un percorso di “adozione e approfondimento” del GDPR,.

Lo scopo del percorso, oltreché il rispetto delle norme,  è quello di aiutare i propri clienti su un tema legato alla tutela dei minori.