Imprese: ditte individuali e familiari

Imprese: ditte individuali e familiari

Tra le forme di impresa più semplici da costituire e da gestire  ci sono le imprese individuali e a seguire quelle familiari. Vediamo le loro caratteristiche e differenze.

La ditta individuale prevede la sola figura dell’imprenditore come titolare.

Per avviare un’impresa individuale non servono adempimenti particolari né una quantità minima di capitale da investire.

Gli adempimenti da compiere in questo caso sono pochi e semplici: aprire una partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate e iscriversi al Registro delle Imprese:

Nella ditta individuale l’imprenditore è l’unico responsabile e anche l’unico promotore della sua iniziativa imprenditoriale.

Questo significa che lui il rischio di impresa cade completamente su di lui. In caso di insolvenza dei debiti della ditta individuale, è l’imprenditore a rispondere nei confronti dei terzi con tutti i suoi beni, anche personali.

Non è possibile essere titolare di più imprese individuali.

Il titolare di un’impresa individuale può avere collaboratori e dipendenti e nel caso in cui i collaboratori sono suoi familiari, parliamo di impresa familiare.

Chi può collaborare all’impresa familiare? Possono collaborare il coniuge, i parenti entro il terzo grado (fino ai nipoti), gli affini entro il secondo (fino ai cognati).

Come si costituisce? Per costituire un’impresa familiare serve un atto notarile o una scrittura privata autenticata in cui devono essere indicati l’attività esercitata dal titolare; gli estremi dei familiari collaboratori e il grado di parentela. Entro 30 giorni dalla stipula dell’atto bisogna provvedere all’iscrizione nel Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio della provincia in cui l’impresa ha sede legale.

Il lavoro svolto dai familiari nell’ambito dell’impresa deve essere prestato in modo continuativo; non possono rientrare tra i collaboratori familiari chi svolge un’attività di lavoro dipendente, autonomo o d’impresa in modo esclusivo, mentre possono farlo i pensionati.

In cambio della loro partecipazione all’impresa, i familiari acquisiscono una serie di vantaggi economici e decisionali:

  • il diritto al mantenimento (in relazione alla condizione patrimoniale della famiglia);
  • il diritto a partecipare agli utili dell’impresa familiare, ai beni acquistati con essi,
  • il diritto di intervenire nelle decisioni che riguardano l’impiego degli utili e degli incrementi del patrimonio aziendale, la gestione straordinaria, gli indirizzi produttivi e la cessazione dell’impresa;
  • il diritto di prelazione n caso di cessione dell’azienda.

L’impresa familiare tuttavia rimane sempre un’impresa individuale: solo l’imprenditore con il proprio patrimonio risponde delle obbligazione verso terzi e solo il titolare dell’impresa è assoggetto ad eventuali procedure fallimentari.

Può essere conveniente convertire la propria ditta individuale in una ditta familiare? E’ la forma che tutela al meglio i vostri interessi? Quali sono tempi per realizzare l’atto per costituire una ditta familiare?

Per avere una risposta efficace e competente o una consulenza su questo tema contattate il nostro Studio.

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