Famiglia: diritti e doveri nelle unioni civili

Famiglia: diritti e doveri nelle unioni civili

La vera novità della legge riguarda le unioni civili.

La legge Cirinnà, con le unioni civili, riconosce a due persone maggiorenni dello stesso sesso il diritto di costituire un’unione civile, registrata e riconosciuta a livello giuridico.

Le unioni così formate vengono definite nella legge “formazioni sociali specifiche” per contraddistinguerle dal matrimonio.

Chi vuole accedere all‘unione civile, dovrà fare un’apposita dichiarazione di fronte all’Ufficiale di Stato Civile ed alla presenza di due testimoni. La dichiarazione verrà quindi registrata nell’archivio dello stato civile, come gli atti di matrimonio.

Dall’unione civile tra persone dello stesso sesso, deriva l’obbligo all’assistenza morale e materiale e il diritto alla coabitazione. Entrambe le parti sono tenute infatti, ciascuna in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo, a contribuire ai bisogni comuni, diritti e doveri analoghi a quelli che il codice civile prevede per i coniugi.

A differenza delle coppie unite in matrimonio, per le coppie omosessuali non è previsto l’obbligo reciproco di fedeltà e di collaborazione nell’interesse della famiglia.

I partner sono inoltre riconosciuti a tutti gli effetti come dei veri e propri coniugi, in caso di malattia, ricovero e in caso di morte. In questo caso, il partner superstite avrà diritto alla pensione di reversibilità, al Tfr dell’altro e anche all’eredità, nella stessa quota prevista per i coniugi uniti in matrimonio.

Per quanto riguarda il cognome le parti, per la durata dell’unione civile, si potrà  stabilire di assumere un cognome comune scegliendolo tra i loro cognomi. La parte può anteporre o posporre al cognome comune il proprio cognome.

La normativa è diversa per le persone che si sposano: la moglie è tenuta ad aggiungere quello del marito al proprio.

Non potranno unirsi civilmente le persone ancora sposate, i parenti, chi ha commesso un omicidio o un tentato omicidio nei confronti di un precedente coniuge o membro di una unione civile.

L’unione civile si scioglie quando anche una sola delle parti manifesta la volontà di scioglimento dell’unione registrata dinanzi all’Ufficiale dello Stato Civile.

Dopo tre mesi dalla presentazione della comunicazione si potrà chiedere il divorzio vero e proprio, che potrà essere ottenuto per via giudiziale oppure attraverso la negoziazione assistita, o attraverso un accordo sottoscritto davanti all’Ufficiale di Stato Civile.

Per qualsiasi chiarimento sulle unioni civili ma anche su contratti di matrimonio e convivenze  lo Studio Notarile Mocciaè a vostra disposizione: contattate il nostro Studio chiedeteci un’appuntamento o un preventivo.

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